giovedì 25 marzo 2010
domenica 7 marzo 2010
martedì 16 febbraio 2010
Come scrivere un best seller in 57 giorni
di Luca Ricci
Editori Laterza
Ho acquistato il libro di Luca Ricci nonostante la copertina: sì, voglio
partire in modo volutamente improprio, perché l'argomento
copertina è davvero ineludibile.
Ora, pur sapendo che attirerò gli strali dei grafici della Laterza,
affermo che su questo fronte la casa editrice barese è carente.
Per i primi casi si poteva dare l'ipotesi di un errore incidentale,
invece l'intera collana Contromano condivide lo stesso deficit,
per cui si tratta di un elemento connotante. Forse ciò dipende
dal fatto che il suo prestigio Laterza lo tragga dalla lunga
tradizione nella saggistica, dove il contenuto e
l'autorevolezza dell'autore da soli sono alla base della scelta
dell'acquirente.
Per i restanti generi vige, al contrario, la legge universale valida
per tutte le merci in generale: la confezione conta, sopra tutto.
Un peccato perché un autore come Ricci rischia di essere
non scoperto. Io avevo avuto già occasione di apprezzare le
sue capacità con il libro L'amore e altre forme di odio, edito
dalla Einaudi, una raccolta di racconti veramente gustosi.
Il racconto breve è una forma espressiva in cui non è possibile
barare: o si hanno delle doti narrative ed espressive o si mostra
impietosamente la propria insipienza . In un romanzo l'autore
ha l'agio di perdere tempo, scopiazzare dai grandi, essere anche
noioso e fare qualche tirata narcisistica. Il racconto, al contrario,
impone l'out out: o si riesce a catturare subito il lettore o lo si
allontana, necessita una sintesi.
Ricci ha uno stile che mi fa pensare a Carver (lo scrittore
americano di "Vuoi star zitta, per favore?" ), ma non scimmiotta
nessuno; ha una penna leggera, senza essere banale.
A dispetto dei suoi anni (classe 1974), Ricci è, sotto ogni
riguardo, uno scrittore maturo che non ha niente da imparare dai
colleghi più famosi di lui. A proposito di scrittori che vendono,
Gianrico Carofiglio ha scritto che in "Come scrivere un best seller i
n 57 giorni" Ricci gioca intelligentemente con la letteratura e le sue nevrosi.
Sicuramente è un commento pertinente, perché al centro di questo
libro c'è l'industria della Cultura e tutto il circo di scrittori,
intellettuali e presunti tali, snob da salotto che mettono il proprio ombelico
al centro dell'universo e si confrontano poco e male con il reale.
IL CONSIGLIO
Sarebbe bello se fosse un blog molto consultato dagli aspiranti
romanzieri ed imbrattaword (*), onde evitare che essi prendano
in considerazione l'idea di pubblicare a pagamento, pur di
soddisfare la propria vanity press.
Lo sappiamo che nel Bel Paese coloro che hanno un libro
nel cassetto e pensano di essere ingiustamente trascurati
sono molto più numerosi di coloro che leggono; si rende,
così, attuale uno dei tanti paradossi che rende l'Italia
una Nazione anomala.
stampe qualunque cosa, purché le spese siano finanziate
da altri - principalmente gli autori- ; in questo modo
finiscono col tradire il loro ruolo, che dovrebbe essere di
selezione dei talenti e promozione dell'arte.
Questo droga il mercato editoriale e fa sì che i titoli
meritevoli di attenzione degli emergenti ... fatichino ad
emergere, subissati, come sono, dalla marea di
pubblicazioni di veline, comici, calciatori, vecchi tromboni,
politici e pattume vario.
Anche chi scrive non si è sottratta a questo perverso
meccanismo che specula su velleità assurde e legittime
aspirazioni. Certo... mi hanno assicurato in molti che il mio
libro sia piacevole: ma quante bugie si dicono per educazione
e quieto vivere? Ahia, non sono sicura di voler sapere la
risposta! Perché noi aspiranti vincitori del Premio Miglior
Scrittore del Pianerottolo siamo così:
suscettibili e refrattari alle critiche.
LA CITAZIONE
Pag 56: "... concordammo sul fatto che un best seller
fosse un libro piacevole da leggere (a differenza dei
libri che fosse piacevole DIRE di aver letto).
Pag 79: "".Ad un certo punto si avverte come un
ispessimento dei sentimenti: in quel momento si
può smettere di subire la vita, e si può cercare
di riordinarla a nostro piacimento, secondo
una struttura, secondo uno schema,
secondo una variazione narrativa. E' in quel
momento che si comincia a scrivere sul serio".Voto 7
lunedì 25 gennaio 2010
mercoledì 20 gennaio 2010
LA GUERRA PER L'ACQUEDOTTO PUGLIESE
FONTE ARTICOLO www.beppegrillo.it
FOTO tratta dal sito
http://www.artefascista.it/bari_fascismo__architettura__arte.htm
Se Vendola avesse in Puglia l'appoggio del Pdmenoelle
vincerebbe a mani basse. D'Alema prosegue la demolizione
del suo partito di cui Bersani è solo il portavoce. In gioco
nelle elezioni della Regione Puglia c'è la privatizzazione
dell'acquedotto pugliese, il resto è fumo negli occhi
dei cittadini.
"Le fonti sono sotto gli occhi di tutti. La scelta del Governatore
della Puglia alle prossime elezioni è conseguenza della
privatizzazione dell'acquedotto pugliese.
In prima fila c'e' il gruppo Caltagirone (ergo Casini UDC)
per rilevare la concessione sulla gestione del più grande
acquedotto d'Europa. Vendola, il Governatore uscente,
ha dichiarato che non privatizzerà una struttura pubblica
costruita con il sangue e i soldi dei cittadini italiani
e pugliesi!
Allora D'Alema ha cominciato la sua manovra politica per
cercare di accaparrarsi l'acquedotto con un governatore
(BOCCIA) "economista" del PD che farà alleanza con l'UDC,
ossia Casini, ossia Caltagirone, che avrà la gestione della
più grande infrastruttura pugliese. Questo significa
gestire soldi dei cittadini, posti di lavoro, ergo voti!
Vendola si trova a non essere candidato in pectore perché
vuole salvare la più grande infrastruttura pugliese
oggi esistente.
Uno scippo colossale!
Aiutateci!". Antonio L.
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