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giovedì 14 giugno 2012

Una cosa divertente che non farò mai più

David Foster Wallace
pp. 148
Minimum fax 2012
Euro 12,50
recensione di
Paola Borraccino







A chi questa estate non potrà permettersi una crociera consiglio di investire una dozzina di Euro in questo libricino, dal titolo che arriva dritto al punto. D'altronde un  titolo così è fatto per colpire e con me ha raggiunto l'obiettivo: ho preso il libro dallo scaffale, l'ho sfogliato e sono passata a pagare alle casse.

Avevo voglia di una lettura piacevole ed ironica e il racconto lungo di Wallace non ha deluso queste semplici aspettative; diverso sarebbe stato, invece, se io avessi dato credito alla frase riportata sulla copertina del Guardian ,"Un libro che non si riesce a smettere di leggere neanche mentre ci si lava i denti" (sempre ammesso che ci sia qualcuno che abbocchi alle lodi sperticate tratte da recensioni compiacenti stampate sulle fascette o sul retro!).

"A supposedly Fun Thing I 'll Never Do again" (traduzione letterale: "Una cosa che si presume essere divertente che non farò mai più") originariamente nasce come un articolo commissionato allo scrittore dalla rivista americana Harper , per narrare l'esperienza di una crociera extralusso di una settimana nei Caraibi con una grande compagnia leader nel settore. (*)
Nel 1995 Wallace, quindi, come egli stesso scrive "volontariamente e dietro compenso", compie questo viaggio da solo, annotando su un taccuino impressioni, notizie, futilità, insieme a riflessioni anche serie.
Tornato nella sua città, Chicago, la rivista committente dà alle stampe il lungo resoconto, riscuotendo un generale apprezzamento; sicché, dopo numerosi rimaneggiamenti, l'autore decide di far pubblicare il testo sotto forma di libro nel 1997. In Italia la prima edizione, sempre ad opera della Minimum fax, risale al 1998.

Confesso che non conoscevo prima d'ora DFW (come lo chiamano affettuosamente dai suoi fan), il quale, invece, ho scoperto essere molto famoso ed amato; è stato una bella sorpresa, che mi ha indotto a fare una piccola ricerca sul web.
Il materiale abbonda, ma tra i vari testi che si possono leggere gratuitamente on line, mi permetto di segnalare le "perle di David Foster Wallace", ossia i brani selezionati dalla casa editrice Minimum fax sul proprio sito e, ancora più importante, la trascrizione del discorso** di David Foster Wallace per la cerimonia delle lauree al Kenyon College il 21 maggio 2005 (dal sito Nazione Indiana). Un discorso notevole in cui possiamo comprendere la poetica dell'artista, ma, ancora di più, possiamo intuire le forti lacerazioni interiori che lo hanno accompagnato per tutto l'arco della sua vita. E bene ha fatto la casa editrice Einaudi a raccogliere il testo (insieme ad altri sei "uncollected") in un libro, Questa è l'acqua.

Per tornare, invece, al libro "Una cosa divertente che non farò mai più", in descrizioni semplici ed ironiche DFW riesce a far scivolare vere e proprie annotazioni antropologico-esistenziali, questa è la forza dell'opera. Per quanto riguarda gli aspetti negativi non ci si può esimere dal rilevare che rimane pur sempre un articolo per una rivista, quindi un qualcosa concepito e confezionato per essere letto una volta, strappare un sorriso e poi essere abbandonato sul sedile del treno/aereo/panchina affinché un altro viaggiatore possa ingannare piacevolmente l'attesa.

Ed è così che farò io: libererò questo libro, mediante bookcrossing, in qualche luogo e acquisterò un testo serio di Wallace (non intendo serioso, bensì più rappresentativo della sua arte "La ragazza dai capelli strani", "Brevi interviste con uomini schifosi" o anche l'ironico "Tennis, tv, trigonometria, tornado"). Non per niente, in un saggio pubblicato dalla rivista Tracce Luca Doninelli scrive che Wallace "non è uno scrittore per tutti", perché la sua opera è vastissima e perciò tocca una molteplicità degli aspetti della vita odierna, che possono urtare la sensibilità di molti. Per questo, oltre che per la difficoltà di molte sue pagine, benché si tratti di uno scrittore consigliabile a persone giovani (18 anni in su) è importante che questi giovani non siano lettori deboli.
Doninelli aggiunge poi: "Attraversare l'opera di un vero scrittore è come attraversare un mare: ci voglion buoni, rudi marinai" e io, da buona levantina, ho sempre sentito il richiamo del mare.

 Voto 6 e 1/2

Consiglio

A chi non può partire in crociera, ma soprattutto a chi si accinge a partire consiglio di metterlo in valigia e/o sul comodino. Comunque, se si deve fare una lunga coda alla posta o si cerca qualcosa da portare sotto l'ombrellone della spiggia di casa (sull'esempio di Ostia, Fregene, ma anche Pane e pomodoro a Bari) è perfetto.

La citazione pp. 70-71

"Occorre ammettere che nel tipo di viziatura da personalità A della Nadir c'è qualcosa che può fotterti il cervello e che l'invisibile, maniacale donna delle pulizie fornisce l'esempio più chiaro di quanto sia raccapricciante tutto questo. Perché, a pensarci bene, non è esattamente come avere una mamma. Lasciamo perdere il senso di colpa, quanto sia petulante, eccetera: ma una mamma ti pulisce la camera soprattutto perché ti vuole bene - sei tu il centro, sei tu in qualche modo il vero fine delle pulizie. Sulla Nadir, invece, una volta esaurito il senso di novità e di comodità, comincio a scoprire che tutta questa cura fenomenale non ha niente a che fare con me.
[…] La sensazione non è molto diversa da quando siete ospiti a casa di qulcuno che fa cose come intrufolarsi la mattina per rifarvi il letto mentre siete sotto la doccia, vi piega i panni sporchi o li mette in lavatrice senza chiedervelo prima, vi svuota il posacenere dopo ogni sigaretta che fumate, eccetera. Per un po', una padrona di casa del genere vi sembra fantastica e vi sentite curati, apprezzati, rassicurati e degni, eccetera. Ma dopo un po' cominciate a intuire che la padrona di casa non si comporta così per affetto o riguardo verso di voi, ma più semplicemente obbedisce agli imperativi di qualche sua nevrosi personali che ha a che fare con la pulizia domestica e con l'ordine… e questo significa, visto che obiettivo e oggetto finale della pulizia non siete voi quanto la pulizia e l'ordine in sé, che la vostra partenza sarà per lei un sollievo".


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* Ovviamente questo accadeva prima che Schettino si insinuasse nei pensieri dei croceristi di tutto il mondo: il naufragio della Concordia - per quanto sia cinico ammetterlo- ha spalancato un universo di facili ironie!

** Puoi ascoltare qui il discorso in lingua originale: "A speech given by David Foster Wallace at the 2005 Kenyon College commencement ceremony "(1 parte) (2 parte) e, cliccando qui, puoi leggere la trascrizione in inglese del testo "David Foster Wallace, in his own words" da More Intelligent Life.com).


mercoledì 12 agosto 2009

Revolutionary road di Richard Yates



edizione Vintage
U.S. $ 7.99
8,40 Euro

edizione italiana
Minimum fax
18 euro

Recensione di
Paola Borraccino

Una pietra miliare della narrativa.

Yates analizza le dinamiche di coppia con la precisione e l'attenzione di uno scienziato che osservi un esperimento al microscopio.

Lo stile si mantiene costante, senza variazioni, in armonia con un racconto sostanzialmente privo di fatti. La narrazione è, infatti, costellata di piccoli episodi di vita quotidiana che scorrono come una serie di fotogrammi, apparentemente uguali, tranne che per dettagli infinitesimali. Ciò nonostante l'autore riesce a creare una tensione degna di un triller.

Voto 8 e 1/2

Consiglio: anche chi conoscesse la lingua inglese lo legga in italiano, perché i traduttori Dell'Orto e Lombardi Bom hanno svolto un lavoro eccellente, migliore dell'originale.

La citazione
E poi perdettero il controllo: le loro braccia e gambe erano tutte
un tremito, i loro volti erano deformati dall'odio, ed il calore della loro
lite li spinse sempre più insistentemente a toccare i rispettivi punti deboli,
svelandogli astute vie traverse per aggirare le reciproche posizioni, rapide occasioni per cambiare tattica, finatre a ripartire all'assalto. Nel tempo necessario per tirare il fiato, la loro memoria corse indietro negli anni alla ricerca di vecchie armi con cui riaprire vecchie ferite; e così per un pezzo.

Then the fight went out of control. It quivered their arms and legs and
wrenched their faces into shapes of hatred, it urged them harder and
deeper into each other’s weakest points, showing them cunning ways around
each other’s strongholds and quick chances to switch tactics, feint, and strike again. In the space of a gasp for breath it sent their memories racing back over
the years for old weapons to rip the scabs off old wounds; it went on and on.

sabato 8 agosto 2009

Refusi di Marco Cassini


recensione di
Paola Borraccino

Ci sono parole che esercitano su
di me un’attrazione irresistibile
e “Refusi”, evocando il pianeta
dell’editoria, ha centrato il
bersaglio.

Io coltivo il vizietto dell’editing virtuale.

Intendo dire che l’operazione della lettura è accompagnata da un vero e
proprio lavoro di revisione, che svolgo nel chiuso di casa mia e per
me sola.

È incoercibile la pulsione ad individuare gli errori grammaticali,
così come non posso fare a meno di controllare la punteggiatura,
lo stile, la coerenza interna del testo, le connessioni ed
i rimandi.

Dunque, il libro.

Mi ha incuriosito, banalmente, che sia stato
pubblicato da un’altra casa editrice che non fosse
la Minimum fax; poi ho pensato che alla base di
questa opzione ci fossero strategie commerciali,
legate alla capacità di distribuzione della Laterza.

Della casa editrice barese, oltre al resto, apprezzo la qualità della carta
e la dimensione dei caratteri del testo, due particolari stupidamente
subordinati ad esigenze economiche da molti editori.

Comunque, per terminare le considerazioni sulla parte fisica dell’oggetto,
la copertina è proprio brutta, senza appello: i colori sono spenti,
i disegni poco evocativi.

Ho già detto dell’argomento, che con me ha avuto gioco facile e si pone
in linea di continuità con la mission, che la Minimum fax persegue,
attraverso i laboratori, i workshop e altro, di promozione della cultura
in senso lato e dell’editoria in particolare.

Per quanto riguarda il contenuto, ho trovato simpatico il gioco
intellettuale delle citazioni nascoste e dei rimandi ad altri libri.
Ha fatto bene l’autore a non cedere al gusto epigrammatico alla fine
di ciascun paragrafo!

Ciò nonostante in alcuni paragrafi la parte finale era l'anello
debole del periodo.

Il problema maggiore, però, ritengo sia la punteggiatura.

Ci sono centinaia di manuali discordi, i linguisti litigano
aspramente, Hemingway e amici li conosciamo, ma tutto ciò non
può costituire una valida scusa per lasciare come dittatrice
inarginabile la virgola.

Alcuni periodi sbrodolano in coordinate, il punto arriva dopo
infinite apnee e, sopra ogni cosa, la sfilza di incidentali
smaglia il filo del discorso; in un paio di punti scadendo,
addirittura, in sciatteria.

Consiglierei di leggere "Refusi" in metropolitana
o in coda alla posta.

Giudizio sintetico: semplice, tuttavia non privo di spunti
interessanti per chi avesse curiosità circa il lavoro in una
casa editrice.

Voto 6/10